PROGETTI

 

I nostri programmi di sostegno a distanza comprendono interventi in diversi settori:

- Adozione a distanza

- Cartella scolastica

- Montone del Eid

- Ramadan, vestiario, viveri...

- Sostenimento Famiglia

- Soccorso medico

- Aiuti per minori e disabili

 

Ogni bambino – in qualsiasi luogo del mondo nasca – ha diritto a un’infanzia felice. Noi tutti possiamo fare qualcosa.

Mediante il tuo sostegno potrai creare un legame unico e duraturo con un bambino palestinese e la sua realtà attraverso foto, lettere. Adottando un bambino, cambierai la sua vita e la tua. Senza famiglia, il presente e il futuro di un bambino sono a rischio.

L’adozione a distanza è l’aiuto più efficace per i bambini soli: grazie a te potranno godere del calore di una famiglia.

 L'adozione a distanza consiste nel farsi carico delle spese di mantenimento e di educazione di un bimbo in Palestina. L'offerta ricevuta dal benefattore adottante è inviata direttamente alla famiglia per il mantenimento, le cure mediche e per l'istruzione scolastica. L'adozione a distanza è quindi un'iniziativa di solidarietà concreta, efficace e diretta.

·Perché consenti ad un bambino privo di mezzi, la possibilità di migliorare la propria vita altrimenti destinata alla sofferenza.

·Perché aiutando un bambino, aiuti anche la sua famiglia.

·Perché il tuo sostegno contribuirà alla crescita della comunità in cui il bambino vive attraverso la realizzazione di programmi di sviluppo locale.

Tutto questo potrà essere possibile con un contributo per:

 

Adozione a distanza di un orfano

  €50.00

Pacco generi alimentari

  €30.00

Cartella Scolastica

  €20.00

Pasto per un povero

    €5.00

Regalo e vestito per un povero

  €25.00

Adozione a distanza di una famiglia bisognosa.

€150.00

Montone del Eid

€100.00

 

La salute in Palestina: un diritto negato.

 

Senz'ombra di dubbio, la tragica situazione in cui versa larga parte della popolazione richiede urgentissimi interventi umanitari. In particolare quelli di carattere medico, dato che la rete delle strutture sanitarie del paese è stata in pratica distrutta da oltre venti anni di guerre continue.
Per limitarci ai bambini, l'Unicef (Fondo internazionale di emergenza per l'infanzia delle Nazioni Unite) stima siano decine di migliaia quelli che, in assenza di un rapido aiuto – rischiano di morire per la fame e le malattie respiratorie. Per loro la guerra e le sue conseguenze non sono certo finite.

 

Situazione

 

Il 28 Settembre 2000, l'inizio della nuova Intifada ha cambiato le esigenze sanitarie della popolazione palestinese, creando improvvisamente una situazione di emergenza permanente che dura da oltre un anno e della quale non si possono ancora prevedere gli sviluppi. Fino a quella data gli aiuti internazionali alla Palestina, anche quelli in campo sanitario, prevedevano progetti di sviluppo per il futuro, ma ora è l'emergenza ad imporsi drammaticamente, con i bisogni ad essa legati.
Le misure prese dall'esercito israeliano e i mezzi da esso impiegati, fino all'utilizzo di aerei ed elicotteri da combattimento, hanno causato ingenti perdite di vite umane ed un esercito di feriti, il cui trattamento ha messo e mette a dura prova le strutture sanitarie esistenti. La chiusura ripetuta delle vie di comunicazione che collegano i frammenti di territorio palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza rendono molto spesso difficili e talvolta impossibili i soccorsi alla popolazione civile, fino al recente dramma della partoriente palestinese morta col suo bambino ad un posto di blocco: l'esercito israeliano le aveva impedito di essere ricoverata in un vicino ospedale.

L'isolamento dei territori pesa inoltre drammaticamente sull'economia palestinese e l'impoverimento generale che ne è conseguito rende ancora più difficile l'accesso alle cure sanitarie per ampi strati della popolazione, oltre a mettere queste ultime nell'impossibilità di autofinanziarsi e di acquistare medicinali ed apparecchiature sanitarie indispensabili.
D'altra parte, la situazione politica internazionale e le esperienze passate inducono a pensare che la strada per un miglioramento della situazione ha molti ostacoli davanti a sé e che i tempi non saranno brevi. La situazione d'emergenza in campo sanitario è quindi da considerarsi di lunga durata e va affrontata con ogni aiuto possibile anche solo per alleviare le sofferenze della popolazione civile così duramente provata.